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ANCHE L’ALLEANZA PER LA SOSTENIBILITÀ BOCCIA IL PD

Dai Dem prima le promesse, poi le chiacchiere e alla fine il solito nulla di fatto.

La bocciatura della giunta Ceriscioli in materia di sostenibilità inflitta oggi al governo marchigiano dall’associazione “La Alleanza per la Sostenibilità”, gruppo di Ong di matrice ambientalista, viene accolta con un sospiro dal candidato governatore M5S, Gian Mario Mercorelli, che alla notizia scuote il capo come a dire: “cos’altro potevamo aspettarci?”.

 “L’attuale governo regionale – afferma Mercorelli – non ha operato secondo una organica e lungimirante visione strategica in nessun comparto, figuriamoci in quello della Sostenibilità. Dopo tutto, questa giunta è espressione del suo maggiorente, il PD, il cui operato, nelle Marche, è stato pressoché fallimentare. Basta ricordare, tra i peggiori esempi di malgoverno che mi vengono in mente, la mancata discussione in Consiglio Regionale della proposta di iniziativa popolare “tutela del paesaggio ed il governo sostenibile e partecipato del territorio”, sottoscritta da oltre 8000 persone, o l’adeguamento del PPAR (piano paesaggistico ambientale regionale) come previsto dagli obblighi di legge”. “Gli unici in questi 5 anni di legislatura regionale che hanno promosso temi e iniziative legati alla sostenibilità e all’ambiente – aggiunge Mercorelli – sono stati i consiglieri Regionali uscenti del Movimento 5 Stelle Piergiorgio Fabbri e Peppe Giorgini. Una delle stelle del nostro simbolo rappresenta fin dalla fondazione del Movimento l’ambiente, che vogliamo declinare in termini di sostenibilità dell’innovazione e propensione al basso impatto ambientale delle attività umane. Qualcosa, pur dall’opposizione, siamo riusciti a fare: penso ad esempio alla legge 125/17 dal titolo Sostegno alla creazione della filiera della canapa industriale, o alla 222/18 sul compostaggio di comunità dei rifiuti organici. Non è molto, ma ci siamo dovuti scontrare sempre contro il muro del ‘comandiamo noi’ e quindi ‘decidiamo noi’, con quella supponenza tipica di chi prima accoglie e sottoscrivo proposte ‘di sostenibilità perché portano voti (Ceriscioli nel 2015) salvo poi negare persino di aver ricevuto il materiale inerente agli sviluppi e all’evoluzione di quelle stesse proposte (Mangialardi nel 2020)”, conclude il candidato pentastellato.

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